Morbegno

Azione 3 – Il Chiostro di Sant’Antonio

Il complesso domenicano di Sant’Antonio, il più importante della Valtellina, è costituito dalla chiesa principale con accanto un convento, dotato di due chiostri. La chiesa, ora non più adibita al culto, è a tutt’oggi una delle più grandi e decorate della Valtellina e si presenta all’esterno con un’abside slanciata (originale) ed un’ampia facciata che ha assunto l’attuale aspetto barocco a seguito degli importanti interventi di restauro del 1794. L’interno, ad unica aula, è completamente affrescato. Anche le pareti interne dei chiostri sono affrescate con scene di vita domenicana, in gran parte restaurate ed in parte ancora coperte da intonaci.

Con questa azione si intende ricavare al primo piano spazi adibiti alla ricettività, in grado di accogliere circa 30-50 persone. Al piano terra (chiostro) e nelle cantine si prevede invece di ricavare spazi per l’esposizione e la degustazione di prodotti enogastronomici delle filiere locali.
La funzione d’ospitalità è anche supporto per le attività e le iniziative dell’Auditorium (ospitalità orchestre, tecnici, spettatori, convegni) e per le iniziative in genere ospitate a Morbegno. Si sottolinea, in particolare, la ricaduta dell’intervento per l’ospitalità collegata a master e laboratori musicali, verso i quali l’attività dell’Auditorium vorrebbe orientarsi per uscire dalla semplice offerta di eventi e far crescere le professionalità valtellinesi in questo ambito.
Sarebbe inoltre una tappa per la percorrenza del Sentiero Valtellina e punto d’appoggio per escursioni sul versante retico nell’ambito dell’intervento più complessivo in cui è collocato.

La posizione baricentrica del convento lo identifica infine come luogo rappresentativo per le filiere agroalimentari della zona (versante orobico: latte, formaggio, piccoli frutti; versante retico: vino, castagne, cereali; Morbegno: industria conserviera). Presso il convento le varie aziende partner dell’iniziativa potrebbero presentare la loro attività legando strettamente il loro prodotto al territorio e alle sue emergenze artistiche.