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Ardenno, Masino

Sassi nel torrente e rintocchi di campane

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Scendendo da Dazio verso la piana dell’Adda si incontra il paese di Masino (296 m.), che si trova ai margini occidentali del conoide di Ardenno. Originata dalla migrazione della popolazione dalle aree montane di Biolo, Scheneno e della Valmasino, questa contrada si estende sotto montagna tra la chiesa di San Pietro e la riva sinistra del torrente.  Sul campanile, dalla fine del secolo scorso, risuonano le tre campane della diroccata chiesa del paese di Scheneno. Non è difficile individuare qua e là le antiche case di sasso, alte e con balconi di legno, caratteristiche dell’architettura locale. La roggia che corre lungo la strada della Val Masino alimentò, fino agli anni Settanta del Novecento, due mulini. Già prima di giungere a questa sosta presso la passerella, abbiamo sentito nell’aria il saltellio dell’acqua. È il torrente Masino che gorgoglia, accarezzando i massi trasportati a valle e levigati dalla sua forza. La passerella consente di godere dei colori della natura che si specchiano nell’acqua, di stupirsi del biancore quasi lunare delle pietre. Lo sguardo risale il corso del torrente, mentre lo scroscio penetra nell’orecchio, pronto a cogliere i suoni del bosco. Più a monte giacciono numerosi massi erratici: la Preda di Remenno (o Sasso Remenno; con denominazione locale: la préda), il più noto ed il più grande monolite d’Europa, con pareti alte dai 20 ai 55 metri, è divenuta meta ambìta dei roccisti.

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