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Berbenno, Piasci

Tra Maroggia e Monastero: le terre dell’uva Merlina

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In  posizione  intermedia  tra  il  dosso  di  Maroggia  e  l’insediamen­to di Monastero, il paesaggio esibisce, evidenti, i segni di un corag­gioso e lontano intervento di terrazzamento sulle pendici solatie. Nonostante la vegetazione spontanea cerchi di recuperare gli spazi, resistono  ancora,  orgogliosi,  i  vigneti  dalle  cui  uve  si  produce il vino Maroggia. Il  secolare  castagno,   familiarmente   chiamato   centón,  sotto  le cui fronde avrebbe riposato San Benigno, è in certo qual modo l’emblema del luogo. Il nucleo di Maroggia (m 528, comune di Berbenno) rivela le sue ori­gini antiche (XI secolo) nei suoi rustici edifici aggrappati al suolo, ad­dossati l’un l’altro, stretti attorno alla chiesetta di Santa Margherita. Più  a  E,  Monastero  (m  636,  comune  di  Berbenno)  deve  il  suo nome  alla  presenza  di  un  antico  cenobio  di  monaci  benedettini al   quale  è  tradizionalmente   legata  la  figura di   San   Benigno, conosciuto  anche come San Bello, in onore del quale ogni anno è organizzata la sagra del 12 febbraio. La vista spazia sul fondovalle e su un ampio tratto delle Orobie.

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