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Bianzone, La Gatta

I vigneti disegnano la storia

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Siamo alla periferia occidentale di Bianzone (450 m.): il paesaggio è sempre fortemente contrassegnato dalla presenza del vigneto, diffuso sui terrazzamenti che qui, più che altrove, resistono tenaci. Anzi, grazie all’intervento originalissimo di una azienda vitivinicola, la viticoltura è stata interpretata in modo affatto inusuale, con i filari che corrono orizzontalmente, paralleli alla vallata, offrendo un sola lato all’insolazione. Il reticolo di sentieri e di passaggi interpoderali che si intrecciano nella campagna è sintomo di un legame con il territorio che viene da lontano, ma perdura ancor oggi. Gli insediamenti rurali hanno subito consistenti interventi di recupero e solo qua e là sopravvive qualche segno delle vecchie architetture e delle tecniche costruttive del passato. La visita a Bianzone avrà il suo momento focale in San Siro, la maestosa, ricca chiesa parrocchiale, ma non meno interessanti sono palazzetto Besta e la vetusta chiesetta di San Martino, verso Villa di Tirano. Siamo in prossimità del fondovalle, percorso dall’Adda, dalla statale 38 e dalla ferrovia. L’urbanizzazione si è diffusa su tutto il tratto, intervallando alle case d’abitazione insediamenti artigianali e commerciali. Una breve digressione consente una visita, sia pur dall’esterno, anche all’interessante chiesa della Madonna del Piano.

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