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Castione Andevenno, Bivio per Ganda

Ganda di Castione Andevenno: e dalla preistoria una silenziosa danza sulla pietra

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La vasta area di terrazzamenti che ancora resistono parla di un lungo processo di sfruttamento di un versante aspro, ma favorito dalla insolazione e da un microclima fra i più invidiabili di quelli della media Valtellina. I piccoli nuclei sparsi fino a quote relativamente elevate (Piatta a 700 m, con la sua chiesa intitolata a San Luigi; Bonetti con la chiesetta di Santa Maria Maddalena) sono testimonianza della caparbietà dell’uomo che, lembo dopo lembo, ha strappato spazi produttivi al versante della montagna, realizzando quel imponente opera di terrazzamento che desta meraviglia. Quanto il processo di antropizzazione si addentri nella storia è attestato dai massi incisi ritrovati in località Ganda: si tratta di decine di figure antropomorfe, coppelle, canaletti, che animano un grosso masso su cui sorge un edificio; ma attorno altre pietre, se attentamente osservate, lasciano intendere che l’uomo vi ha messo mano: potrebbe trattarsi di un giacimento preistorico di grande significato per riscrivere la storia di Sondrio e dei suoi dintorni.

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