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Civo, Santa Croce

Di luogo in luogo, nello scorrere delle stagioni

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Risalendo la costiera dei Cèch, s’incontra l’agglomerato di Santa Croce (447 m., comune di Civo), dal quale si può posare lo sguardo sulla piana dell’Adda, la cittadina di Morbegno e la Valle del Bitto, che si apre a sud, sulla sinistra orografica della Valtellina. L’insediamento stretto attorno alla sua chiesa si distende poi in piccoli abitati sparsi tra i castagneti ed i terrazzamenti a vite. Infatti, furono gli antichi abitanti di Roncaglia a «roncare», cioè a rendere coltivabile a vite il territorio circostante e a costruirvi gli insediamenti rurali per la stagione invernale. La chiesa, che dà il nome al villaggio, è menzionata per la prima volta nel 1624. Era aperta al culto anche nei periodi in cui la popolazione risiedeva a Roncaglia, come testimonia la devozione verso San Gottardo, festeggiato in maggio, e raffigurato nella pala della Crocifissione, assieme a San Sebastiano, nella cappella sinistra della chiesa. Ancora oggi, si possono notare le antiche residenze edificate per la migrazione stagionale, che evidenziano la caratteristica agricola del nucleo abitato legato, fino ad oltre la metà del Novecento, ai ritmi dell’agricoltura e della coltura del vino.

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