Precendente:
Successivo:

Dazio, Bosco

Lungo gli antichi sentieri

Lotto4_774x1103TR.indd

Il bosco, che si diradava là dove sorge il paese di Dazio, riprende qui vigoroso per accompagnarci verso la valle del torrente Masino che si supera, a nord-est, nella località Ponte del Baffo (571 m.) dov’era la sosta dei carri per il cambio dei cavalli. Questa via fu assai importante nel passato: a doppio senso era percorsa dai mercanti o dalle lunghe file di bestiame diretto agli alpeggi oppure alle terme della Valmasino; invece, prendendo in discesa, si raggiungeva Ardenno. Nell’aria si avverte profumo di muschio; tutt’attorno crescono abeti, pini, castagni, noci, noccioli, robinie, aceri, betulle, pioppi, faggi. Nel sottobosco strisciano le pervinche; ai bordi del bosco fioriscono cespugli d’erica e la primavera è illuminata dai fiori gialli dei piccoli cespugli di ginestra. I contadini ne utilizzavano i rami per farne scope per sistemare le braci del camino. Noci e castagni fornivano la legna e soprattutto i frutti per una tavola povera ma energetica. Ne fa memoria la gustosa bisciola. Dalle noci si ricavava il necessario olio per l’illuminazione e dal mallo macerato si otteneva un’acqua tintoria dei tessuti. All’interno del bosco sorge ancora un oratorio quasi abbandonato intitolato a sant’Antonio abate. Qui ci si riparava e si pregava. Da qui si poteva e si può controllare la via di accesso a Dazio. Alla fine della discesa attraverso bosco, si possono ammirare le cascate del torrente Cavrocco poco prima di rovesciarsi rumorosamente nel Masino.

Lotto4_774x1103TR.indd

Lotto4_774x1103TR.indd

Scarica il dettaglio in PDF – Fronte cartello

Scarica il dettaglio in PDF – Retro cartello