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Dazio, Centro

I colori del silenzio e del bosco

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Ci troviamo ai piedi della Cólmen, la montagna a ‘pan di zucchero’ ricoperta di abeti. Affascina pensare che l’etimologia del toponimo è forse legata alla parola “daƒa” che, in più accezioni, rimanda alle fronde ed al ramo d’abete. Proprio all’ingresso di Dazio (568 m.) il torrente Tovate rallenta il suo corso in un recente invaso. Il verde attorno è perenne e vi sostano i cervi in ogni stagione. Questo paese ha una storia antica, legata alle vicende delle famiglie comasche giunte in Valle e soprattutto a quella dei Paravicini: il mausoleo della casata si può ammirare all’interno della chiesa parrocchiale dedicata a San Provino, secondo vescovo della diocesi di Como. Dazio divenne parrocchia autonoma da San Lorenzo di Ardenno a partire dal 1452; l’attuale edificio è frutto del rifacimento di epoca barocca, conclusa con la consacrazione del 1690. All’interno, nella cappella maggiore il tabernacolo è contenuto un monumentale ciborio ligneo attribuito alla bottega degli intagliatori Antonio ed Alfonso Pino da Bellagio, che l’avrebbero realizzato tra il 1697 e il 1706. Agli abitanti di Dazio è molto caro anche l’oratorio seicentesco della Madonna Assunta, che si trova stretto tra le case del centro storico. Dopo essere stata a lungo terra di emigrazione, è ancora oggi luogo del cuore dove si torna per sentire i profumi del fieno e ritrovare le amicizie di sempre.

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