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Morbegno, San Giuseppe

A due passi dai terrazzamenti

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A metà strada tra l’antico borgo di Morbegno e l’Adda, questa contrada dei Prati Grassi, oggi densamente urbanizzata, era il fertile regno degli orti e dei prati. Punto di osservazione privilegiato della costiera dei Cèch e della barriera delle Orobie valtellinesi, si chiude a valle con il ponte di Ganda, la centrale di Campovico ed il parco della Bosca: da visitare. Il toponimo “Bosca” deriva dall’antico bosco ceduo che cresceva lungo le sponde del fiume, dove è ricordato anche un punto di approdo vicino alla centrale idroelettrica. La Bosca è un Parco Locale di interesse sovra comunale, attraversato da una pista ciclo-pedonale che corre quasi parallela al Fosso di Campovico. Lungo questo percorso si osserva un microcosmo di flora spontanea che va dai prati da fieno al salice arbustivo, dal pioppo alla robinia, l’acero, il tiglio, il frassino; sono presenti meleti, vigneti e qualche gelso che, piantumato da poco o sopravvissuto al tempo, ricorda quando l’allevamento del baco da seta sosteneva l’economia di questa zona. Una grande varietà di uccelli costruisce il nido tra gli alberi; non è difficile osservare i cervi sostare tra il verde; vi vivono volpi, caprioli, tassi, porcospini. Sono presenti anche famiglie di rane e rospi, particolarmente del rospo comune, il Bufo bufo, che è l’anfibio più grande d’Europa. Questo nostro rospo, marrone e rugoso, nei crepuscoli di primavera si sposta in numerosa colonia verso le pozze d’acqua per deporvi lunghi cordoni di uova. Talvolta si mette in pericolo attraversando le strade; per questo in alcuni paesi della costiera retica si attivano speciali squadre di tutela.

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