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Morbegno, Stazione

Morbegno: si può scoprire solo camminando

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A Morbegno (262 m.) le tracce della storia sono nascoste: nella trecentesca chiesa di San Pietro ricostruita nel corso del Seicento ed affrescata da Pietro Bianchi. Poco distante ci si arrampica per via San Marco, nella contrada Scimicà, per incontrare la piccola chiesa dell’Angelo custode (1692), il tracciato dell’antica via Priula ed il settecentesco palazzo della famiglia Malacrida progettato da Pietro Solari: dallo scalone si accede alla luminosa sala dei balli, dove apprezzare le quadrature di Giuseppe Coduri ed i soffitti dipinti da Cesare Ligari e da Giampietro Romegialli. Camminando in discesa, si attraversa il ponte sul torrente Bitto. Si incontra la chiesetta di San Rocco (sec. XVI), il parco verde del Museo di Storia naturale e della Biblioteca civica intitolata al morbegnese Ezio Vanoni. Su tutto domina la monumentale chiesa di San Giovanni Battista (fine sec. XVII), dove lavorarono architetti ticinesi e dove si custodiscono opere di artisti dai buoni nomi come Andrea Lanzani, Pietro e Cesare Ligari, il Gianolo, Giuseppe Petrini, G. Battista Pittoni. Salendo per la strada del passo San Marco, si raggiunge il Tempietto votivo, progettato da Paolo Caccia Dominioni e dedicato ai Caduti della seconda guerra mondiale. Da qui si può godere la città vista dall’alto: lo snello campanile della chiesa di San Pietro; la chiesa di Sant’Antonio (oggi Auditorium) ed il convento dei Domenicani; più in là, il santuario della Madonna Assunta legato ai nomi di Gaudenzio Ferrari, G. Angelo del Majno, Tomaso Rodari. Più lontano si può vedere la chiesa cimiteriale di San Martino; verso l’Adda, si scorgono la moderna chiesa di San Giuseppe, progettata da Luigi Caccia Dominioni, ed il neoclassico ponte di Ganda, che collega al Parco della Bosca e alle terrazzate frazioni retiche.

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