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Teglio, Fracia

Piccoli borghi tra massi incisi e leggende medievali

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L’area di sosta, racchiusa tra castagni e tenaci vigneti da cui si ricava il Valgella, ci racconta, con le sue sparse rustiche case, di un passato in cui qui si abitava, durante i mesi invernali, con il bestiame sceso dai pascoli estivi. Non lontano, leggermente a nord-est, un altro insediamento il cui toponimo descrive con efficacia la morfologia del luogo, Sèla [sella], ora luogo di vacanza, era un tempo vivace contrada. Il versante è tutto un susseguirsi di piccoli pianori che ospitano pugni di case a formare piccoli nuclei abitati. Poco discosta da Brióne, più a monte, si trova la frazione di San Giovanni, distesa attorno alla antica chiesa dedicata al santo; la toponomastica (Plómbarda, Scranzi) rimanda a insediamenti di epoca altomedioevale. Più a levante, Frìgeri si affaccia sulla valle e consente di ammirare il versante opposto solcato dalla profonda valle Malgìna; due file di case allineate lungo la strada formano la contrada di Vàngione. Poco a valle di Brióne è stato rinvenuto un masso inciso sulla cui superficie appaiono nitide una spada e la lama di un pugnale: conferma di un’antica e diffusa antropizzazione che ha disseminato, sul tratto del versante retico esteso da Montagna a Càven iscrizioni, stele e massi. La val dèla Magàda, che attraversa questo lembo di terra scendendo verso la sottostante Nìgula, richiama leggende antiche e suscita fantastiche suggestioni.

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