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Tresivio, San Rocco

Tresivio: campanili allineati, tra i vigneti dell’Inferno

Il borgo di Tresivio (m 504) vanta origini lontane, come attesta la pietra incisa (conservata al Museo Valtellinese di Storia e Arte di Sondrio) rinvenuta nel XIX secolo, con iscrizioni nord-etrusche. Lasciato il santuario della Santa Casa, a O, o il borgo di Ponte, a E, siamo ora presso la chiesa plebana dei Santi Pietro e Paolo, risalente nel suo impianto primitivo ai secoli alti del Medioevo. Nei pressi si elevano l’oratorio di San Giovanni, la casa arcipretale, palazzo Guicciardi e il Municipio. Di fronte, l’orizzonte è sbarrato dallo sperone del Calvario, sul quale sorge un piccolo oratorio; è questo il luogo dove le pur esili tracce consentono di collocare la più antica antropizzazione e la presenza di un fortilizio con annessa chiesetta. Qui fu attiva a lungo la cava della “pietra verde di Tresivio”. Poco distante sorge la contrada di San Tommaso, che merita una visita. A monte, sul versante boschivo le rustiche contrade di Piedo, Sant’Abbondio e Sant’Antonio. Edifici ormai cadenti, più in alto, ricordano la presenza di complessi sanatoriali qui realizzati verso l’inizio del XX secolo, favoriti dalla posizione e dalla mitezza del clima.

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